ANGELO ACCARDI

Angelo Accardi nasce a Sapri (Salerno).
Il suo percorso artistico si concretizza con la perenne ricerca di nuove sensazioni da scoprire. Gli esordi artistici sono fortemente caratterizzati dalla "figura", dalla dimensione pittorica e simbolica. Una parentesi brevissima all'Accademia delle Belle Arti di Napoli, segna l'inizio di una crisi di identità artistica che dura alcuni anni e in questo periodo le opere sono di matrice astratta. Agli inizi degli anni Novanta, Accardi apre un suo studio a Sapri ed inizia una ricerca sulla figurazione a sfondo sociale; nello stesso periodo allestisce mostre in gallerie prestigiose italiane ed estere (Rossetti e Pini di Roma, Manzoni Arte Studio di Milano - Klaus Lea di Monaco di Baviera). Il ciclo Human Collection, atmosfere ovattate dove le figure sono magistralmente velate da una patina di umidità, segna un passaggio fondamentale del suo percorso artistico. Espone le opere di questo ciclo per la prima volta a Vancouver. La mostra dà inizio ad una collaborazione con il gallerista coreano Robert Kwon che dura 5 anni.
Il 2001 è l'anno in cui inizia il connubio con tre gallerie prestigiose: Verrengia di Salerno, Spazio Arte di Rovereto e Battaglia di Milano. Seguono diverse personali e collettive, tra cui Speed Generation e Vicious, che proiettano Accardi in ambienti artistici più interessanti. È in queste circostanze, poi, che l'artista incontra il gallerista fiorentino Raimondo Giovannini, promotore di una mostra itinerante, nella quale 15 tele del ciclo "Enjoy the Silence" sono esposte nelle città di Firenze, Innsbruck, Barcellona e Budapest. Con il gruppo di nuove avanguardie "Tantarte", partecipa a Shanghai nel 2006 a: "Galleria Italia". Dal 2007 lavora con "Miniaci Art Gallery Milano" di Antonio Miniaci. Nel 2008 comincia una proficua collaborazione con Guido Migheli promotore di importanti iniziative artistiche nell'Italia meridionale. Nello stesso anno il Gruppo Petit Prince inizia a distribuire le sue opere in Italia e all'estero e il 2009 segna l'inizio del rapporto con Arte Ferraro di Roma e con la gallerista Raimonda Z. Bongiovanni di Bologna, che cura per Accardi, diverse personali e collettive. Il 2011 è l'anno in cui, lo storico dell'arte Marco Vallora, lo seleziona per la 54a Biennale di Venezia.
Successivamente inizia a collaborare con la "Galleria Il Novecento" di Salerno, "Simon Bart" di Porto Cervo e "Galleria Percapita" di Carpi. Il sodalizio tra l'artista e la Galleria Nuovospazio Arte Contemporanea comincia nel 2015. Ad oggi le sue opere sono trattate da gallerie internazionali tra cui Ransom Art Gallery Londra, Bel Air Fine Art Ginevra, Avant Gallery Miami e Zenzero Art Gallery Lugano.

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ARMODIO

Nasce a Piacenza il 4 ottobre 1938.
Nell'ambiente familiare il giovane Armodio trova il primo incentivo alla pratica del disegno e all'uso dei colori.
Tra il 1951 e il 1952 frequenta l'Istituto Gazzola di Piacenza ma il vero incontro con la pittura avviene grazie alla frequentazione dello studio di Luciano Spazzali, pittore sensibile alla sperimentazione estetica e alla critica del tradizionalismo pittorico. Nello studio di Spazzali, punto di ritrovo per molti artisti, si sviluppa un confronto di poetiche individuali che prelude alla stagione culturale della Scuola di Piacenza.
Grazie a Spazzali, Armodio conosce Gustavo Foppiani, che presto diventa suo maestro e compagno di strada. Il sodalizio tra Armodio e Foppiani durerà trenta anni, fino alla morte di Foppiani avvenuta nel 1986.

Nel 1963 Armodio tiene la sua prima personale piacentina nella sede della galleria "Città di Piacenza". Nel 1964, per merito di Foppiani, approda alla galleria "L'Obelisco" di Roma, di cui sono titolari Gaspero Del Corso e Irene Brin, meglio conosciuta come Donna Carla. I primi guadagni arrivano quando, attraverso il pittore Gaetano Pompa, conosce l'americana Lily Shepley, che gli aprirà le porte del mercato americano. Nel 1969 Armodio si reca con l'amico Carlo Bertè a Londra dove soggiorna per diversi mesi. Nel 1972 entra in contatto con Philippe Guimiot, titolare di un'omonima galleria a Bruxelles, che decide di esporre le opere dell'artista. Da questo momento il rapporto con Guimiot diventa stabile. Nel 1978 Armodio si reca a Parigi dove rimane per circa un anno. Nel 1979 torna in Italia e insieme a Bertè apre una stamperia che rimarrà attiva per oltre tredici anni. Nel 1984 conosce la gallerista Claudia Gian Ferrari e l'anno successivo espone nella sua galleria milanese. Negli anni Novanta collabora poi con diverse gallerie italiane tra cui la galleria "Braga" di Piacenza, la sua amata città, punto di riferimento irrinunciabile.

AGOSTINO ARRIVABENE

Nasce a Rivolta d'Adda, in provincia di Cremona, nel 1967.
Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Milano, ma la sua vera formazione l'acquisisce attraversa la presa diretta dei grandi maestri del passato pellegrinando fra i musei d'Europa e del mondo, in cerca sempre di un unico filo conduttore che potesse ricongiungere la poetica del passato e la ricerca della "bellezza", con la contraddittoria realtà del tempo presente.
La sua ricerca artistica si sviluppa sotto il segno degli antichi maestri, in particolare Leonardo, Durer, Van Eyck e Rembrandt.
In un personalissimo percorso anti-moderno, l'artista scopre da autodidatta negli anni della formazione, le tecniche pittoriche tradizionali fino alla preparazione artigianale dei colori.
Nascono così soggetti bizzarri, naturalia, artificialia tardo rinascimentali e barocche serie di nature morte, vanitates e ritratti ralizzati dando sfogo alla sua più mirabolante (e perversa) fantasia e al suo amore verso tutte le manifestazioni più rare ed insolite della natura. Le sue opere, caratterizzate da una forte carica visionaria di ascendenza simbolista, sono realizzate con preziosi materiali oggi caduti in disuso, tutti preparati artigianalmente.

GIANFRANCO ASVERI

Nato a Fiorenzuola d'Arda nel 1948, Asveri vive e lavora sulle colline piacentine in compagnia dei suoi cani.
Non ha frequentato accademie né ha seguito studi artistici di altro genere ma, nel 1969 ha incominciato a dipingere, trovando nell'arte una ragione di vita. Dopo un periodo iniziale in cui si è espresso con un linguaggio figurativo tradizionale, a partire dagli anni ottanta la sua pittura è approdata a un gesto più istintivo e personale, ricco di colore e di materia, vicino all'espressionismo dell'Art Brut.
Rappresentante di uno stile pittorico fortemente istintuale ed emotivo, Asveri aggredisce la superficie con un gesto prepotente e primitivo, che lascia tuttavia convivere con altre matrici espressive meno percettibili, come la memoria di immagini artistiche.
Con un afflato profondo e vitale, la pittura di Asveri scaturisce dall'osservazione del reale: gli animali che l'artista raccoglie e cura, con i quali vive e che ama sopra ogni cosa, ai quali dedica disegni, dipinti e poesie.

Il Sole 24Ore lo ha recentemente segnalato fra i dieci artisti di punta del mercato dell'arte italiano. Di lui hanno parlato critici quali Paolo Blendinger, Luciano Caprile, Maurizio Corgnati, Elda Fezzi, Flaminio Guardoni, Elisabetta Longari, Lorenzo Kamel, Nicoletta Pallini, Elena Pontiggia, Giovanni Quaglino, Mauro Rosci, Giorgio Severo e il poeta Ferdinando Cogni.

ANDREA BARIN

Andrea Barin è nato il 27 maggio 1971 a Torino, dove vive e lavora.
Dopo la maturità artistica, conseguita nel 1990 presso il Liceo Artistico "Renato Cottini", prosegue gli studi all'Accademia Albertina ottenendo il Diploma di Pittura nel 1996.

Dal 2001 si dedica esclusivamente al disegno a matita.

MARIO BRANCA

Nato a Milano il 18 dicembre 1977, nel 2001 si laurea con lode in scultura all'accademia di Belle Arti di Brera.
Numerose sono le commissioni pubbliche realizzate; la più recente è composta da due opere in rame, una delle quali alta sei metri inaugurata nel settembre 2006 a Santa Margherita ligure.

Vive e lavora tra Piacenza e Milano.

ALFREDO CASALI

Nasce a Piacenza nel 1955.
All'esordio tende a una personale interpretazione del repertorio fantastico e surreale cui si dedicavano, nei medesimi anni, vari altri artisti piacentini. Si tratta però solamente di una fase di ricerca, abbandonata negli anni Ottanta per dedicarsi a esperienze nel campo della poesia visiva che approderanno a un originale linguaggio fondato su pochi elementi archetipi, ognuno dei quali sarà ricorrente all'interno di veri e propri cicli. Sono le case, i tavoli, le montagne, gli alberi a costituire da ora gli idoli permanenti di una riflessione che si applica alle radici delle cose e dell'esistenza, sulla base di una estrema, poetica, rarefatta e anche scabra essenzialità. A determinare tale visione contribuiscono implicazioni filosofiche (nel 1983 Casali si laurea in filosofia a Bologna con Luciano Anceschi) ma quel che più conta è lo sviluppo di un linguaggio che, nei suoi risalti materici, nell'animazione continua della superficie pittorica, si definisce sempre più come diagramma di una interiorità profondamente vissuta e mai indiscretamente esibita. Tra i primi ad accorgersi e a valorizzare la sua arte è Giovanni Fumagalli, che lo vuole tra gli artisti della sua galleria (la Galleria delle Ore di Milano) e che, dal 1986 al 1996, fungerà da guida e da maestro.
Nel 1993 è invitato alla XXXII Biennale d'Arte Città di Milano e alla III Biennale di Cremona, dove torna nel 1999 per la VI edizione.
Numerose le mostre, anche personali, in Italia e all'estero.

DANIELE CESTARI

Nato nel 1983, si laurea in architettura nel 2009 per poi dedicarsi alla pittura.
È consapevole che la sua carriera di artista è strettamente legata ai suoi studi universitari di architettura, che ha portato a compimento con una tesi di laurea in progettazione urbanistica. In questo contesto egli ha sviluppato la predilezione per l'aspetto fisico della città e per il paesaggio urbano studiando pittura e fotografia.

Vede la città come la macchina più complessa che l'uomo abbia mai costruito: l'identità di questo singolare congegno consiste nella manifestazione, apparentemente inconoscibile, delle creazioni architettoniche, senza mai dimenticare quella che è la presenza sottile e impercettibile dell'uomo. Le sue città si imbrattano dei segni e delle storie delle persone, e lui, da naufrago urbano, le riporta con lo stesso spirito d'osservazione di uno storico con lo sguardo d'artista.
Il percorso artistico che tiene unita la pittura, la fotografia e l'architettura lo porta a lavorare per gallerie straniere, e recentemente per Boston dove affiancherà un soggiorno negli Stati Uniti ad una occasione di soggiorno pittorico per poi a settembre 2013 presentare un libro d'artista sul tema del viaggio.

Nel 2011 viene invitato al Padiglione regionale Emilia Romagna per la 54° BIENNALE DI VENEZIA.
Nel 2014 viene invitato a partecipare a "Ritratti di Città - Urban sceneries" a cura di Flaminio Gualdoni a Villa Olmo a Como.
Vive e lavora a Ferrara.
[critica di Flaminio Gualdoni]

JERNEJ FORBICI

"La natura è da anni l'elemento ispiratore e protagonista nel linguaggio artistico dell'artista sloveno Jernej Forbici (Maribor 1980); la cui ricerca diviene ancora una volta attuale in un momento storico in cui i disastri ecologici, le politiche ambientali assumono un'importanza fondamentale per il futuro del nostro pianeta.
La portata del suo lavoro dopo ben dieci anni di attività è ancora tutta da scoprire e prefigura anche in questo ciclo di nuove opere altre forme, colori, interrogativi che progressivamente si amplificano nei loro significati. Le sue opere si estendono all'infinito verso l'intimo, come proiezione mentale e fisica, divenendo un campo esteso.
Se nella storia l'uomo, creatore del mondo veniva descritto come un demiurgo, perché originariamente era agricoltore e giardiniere e faceva della natura un oggetto che trascendeva l'immagine, lo stesso si colloca oggi nei lavori di Forbici come un parassita che, seguendo costantemente la propria evoluzione, modifica il mondo a lui circostante cambiando l'ambiente reale e con esso anche il paesaggio, deposito delle sue stesse manipolazioni." (M. Vicari)

Vive e lavora tra Kidricevo, Ptuj (Slo) e Vicenza (I). Ha studiato al College for Visual Arts di Lubiana. Si è Laureato con lode in Pittura (cattedra prof. Carlo Di Raco) all'Accademia di Belle Arti di Venezia, cui è seguita la Laurea specialistica in arti visive e discipline dello spettacolo. Dal 1999 il suo lavoro è presente in numerose mostre personali e collettive in diversi stati europei, negli Stati Uniti, Canada, Argentina e Cina.

I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. È stato invitato a partecipare alle Biennali: 2003 Hicetnunc, Pordenone, 2005 IBCA Biennale internazionale d'arte a Praga, Padiglione tedesco, 2007 Accade, 51°Biennale di Venezia, 2011, 53° Biennale di Venezia, Padiglione Italia - Accademie.
Nel 2009 la stessa Accademia di Belle Arti di Venezia gli ha dedicato una retrospettiva ai Magazzini del Sale, curata da Carlo Di Raco. Nel 2011, dopo aver pubblicato la sua prima monografia e presentato cinque retrospettive in Italia e Slovenia, è stato invitato a partecipare alla mostra "Il fuoco della natura" a Trieste.

All'attività di artista alterna dal 2003 l'attività di curatore e direttore artistico di Art Stays, Festival Internazionale d'arte contemporanea, Ptuj (Slo).

ROBERTO GIAVARINI

Nato a Calcinate (BG) nel 1973, dal 1999 è allievo di Mario Donizetti.
Esegue studi preparatori dal vero a grafite e a punta d'argento. Dipinge a tempera di tuorlo d'uovo e a pastello encaustizzato, tecniche apprese nella bottega del Maestro.

Nel 2008 riceve il primo premio exequo al concorso di pittura "Non-stop Art" di Darfo Boario Terme per la sua opera Crocifisso. Della giuria faceva parte anche Vittorio Sgarbi, che concisamente ha scritto: Roberto ha la mano e la testa.

Espone in numerose collettive e nel 2009 tiene una personale a Milano di disegni a grafite e punta d'argento su tavola a tuorlo d'uovo alla Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II, presentata da Mario Donizetti, Dario Lodi e Giovanni Serafini.
Costa Crociere gli commissiona cinque dipinti per le suites della nuova nave Costa Deliziosa varata a gennaio 2010. I dipinti a pastello encaustizzato e a punta d'argento sono ora a bordo.

Nel 2011 è invitato dal comitato di studio presieduto da Vittorio Sgarbi ad esporre al Padiglione Lombardia della 54° Biennale di Venezia a Mantova, presso Palazzo Te.
Vive e lavora a Chiuduno (BG).

LUCA GIOVAGNOLI

Nasce a Rimini nel 1963, dove vive e lavora.
Il lavoro dell'artista riminese segna una flagrante anomalia: Giovagnoli, infatti, è un pittore dalla singolare poetica che esprime con genuina felicità e una personalissima sintesi di segni la sua sensibilità e le sue emozioni.
Giovagnoli costruisce una sua personale e originalissima grafia artistica, un vero e proprio linguaggio poetico privato, che ha di fatto sostituito la necessità di raccontare e di descrivere, in favore di una libera associazione d'idee e di segni; un lirico narrare svincolato dalla necessità d'una struttura o d'una trama, un felice vagare nei territori nuovamente vergini dell'immaginazione, scevro finalmente dal peso e dall'invadenza delle immagini digital - televisive che ogni giorno ci vengono gettate prepotentemente addosso.

Quella di Giovagnoli è una poetica che affonda le sue radici anche e soprattutto su una capacità di strutturare l'architettura della tela con rigore e senza sbavature, utilizzando materiali differenti e disparati, dal pastello all'olio al collage, senza timori o diffidenze falsamente avanguardistiche; e soltanto in seguito, su una struttura ferrea ancorché apparentemente libera e incerta, Giovagnoli innesta il suo personale alfabeto visivo fatto di graffiti, arabeschi e memorie infantili scarnificate fino all'essenziale.

MAURIZIO L'ALTRELLA

Nato nel 1972 a Milano dove vive e lavora.

"La mia ricerca attraverso le diverse filosofie spirituali ora mi porta ad avere come soggetti principalmente gli animali ma non posso pormi limiti e non so dove la mia ricerca mi stia realmente conducendo."

 

Maurizio L'Altrella born in 1972, where he currently live and works.

"My research through the different spiritual philosophies, now brings me to have as subjects mainly animals but I can't myself limits and I don't know where my research is leading me."

 

ENRICO LOMBARDI

Pittore e scrittore, nasce a Meldola (Forlì) nel 1958.
Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bologna, da oltre trent'anni svolge un'intensa attività espositiva in Italia e all'estero, accompagnata da un'ininterrotta riflessione sullo statuto dell'immagine. I suoi due ultimi impegni espositivi lo hanno visto partecipare alla 54esima Esposizione d'Arte Internazionale della Biennale di Venezia (Corderie dell'Arsenale di Venezia) nominato dal filosofo Carlo Sini ed allestire la mostra personale "La pazienza dell'ombra" negli spazi del Museo di Bagnacavallo (Chiesa del Pio Suffragio).

Le numerose e qualificate pubblicazioni in collaborazione con critici, filosofi e scrittori tra i maggiori del nostro paese e la partecipazione a grandi rassegne nazionali(vedi curriculum) sanciscono la qualità e la continuità della sua presenza sulla scena della nuova pittura italiana.

Ai suoi esordi e per oltre 10 anni pratica un'astrazione moderna ispirata all'espressionismo astratto americano con forti influenze nazionali (Rothko, Pollock, Kline, ma anche Vedova, Afro, Magnelli, Burri). Questa fase si conclude con una serie di opere quasi nere in cui comincia ad affacciarsi una sorta di fantasma del paesaggio.
Dal 1987, dopo un viaggio a New York, la riscoperta della più autentica tradizione italiana che dal '200/'300 lo porta sino ai grandi maestri del primo '400 (in particolare Piero della Francesca, Beato Angelico, Masaccio e Giovanni Bellini) a cui dedica lunghi anni di studi e riflessioni allontanandosi progressivamente da una contemporaneità percepita sempre di più come insensata e schiava del brutto e del patologico.
Per questa via destinale e solitaria elabora, progressivamente, un suo linguaggio personale e inedito, fatto di uno sguardo sproporzionato e onirico in cui si mescolano le più varie influenze e in cui, per dirla con le sue parole: si consuma il disperato tentativo di ridare alla pittura quella interezza che la modernità ha distrutto: riunire, come è sempre stato nelle più grandi espressioni, figura, astrazione e concetto.

ANDREA MARICONTI

Nato a Lodi nel 1978, vive e lavora a Milano.
Si laurea nel 2001 presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Arti Visive, e nel 2006 in Scenografia e Discipline dello Spettacolo, e nel 2003 viene nominato assistente alla cattedra di Tecniche pittoriche e Anatomia presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.

Nel 2005 è invitato a curare la realizzazione di scene e costumi per il Flauto Magico di W.A. Mozart rappresentato al Suntory Hall di Tokyo nel 2006.
Soggiorna in Kosovo nel 2005 e nel 2006 per un progetto di arte terapia per bambini affetti da traumi psichici di guerra, ed è docente del laboratorio teatrale nel corso per allievi disabili presso il CFP di Lodi. Sempre nel 2005 partecipa ad un workshop tenuto da Anselm Kiefer in occasione della preparazione dell'installazione presso l'Hangar Bicocca "I Sette Palazzi Celesti".

Del 2003 è la prima personale a Milano e dal 2004 viene presentato regolarmente nelle più importanti fiere di arte contemporanea.

Nel 2011 viene decretato vincitore del 1° Premio del Concorso di Arte Bioetica indetto dalla Cattedra UNESCO di Roma.

MATTEO MASSAGRANDE

Nato a Padova nel 1959, espone dal 1973 in mostre e collettive in tutto il mondo.
È uno dei più interessanti artisti figurativi contemporanei.
Le sue tavole raffigurano poveri condomini, ballatoi, stanze abbandonate e nature morte velate da una tramatura che è il marchio di fabbrica di questo pittore conosciuto a livello internazionale.
Alcune sue incisioni sono recentemente entrate a far parte del Gabinetto Della Stampa degli Uffizi di Firenze.

RAFFAELE MINOTTO

Nasce nel 1969 a Padova e dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dal 1995, si dedica professionalmente a pittura e incisione.
Nel 1996 supera la selezione al Premio Arte Mondadori ed inizia così una lunga serie di partecipazioni a premi (come Premio Ermanno Casoli di Ancona 1998, Premio Morlotti 1999) mostre collettive e personali (nel 2001 viene affiancato ad una selezione di dipinti di Carlo Levi a Padova).
In seguito espone in Francia, Austria, Lussemburgo e nel 2004 ottiene il 2° premio al V Premio Internazionale di Incisione Fabio Bertoni. Il 2006 lo vede vincitore del 1° premio alla seconda edizione del "Premio Emilio Rizzi". Nel 2007 invece partecipa su invito alla IV edizione della Biennale dell'Incisione di Campobasso e si aggiudica il 2° premio ex-aequo al XXXIV Premio Sulmona.
Chiude l'anno l'esposizione "Reflets d'intérieur" presso il Cercle Munster in Lussemburgo.

TOMMASO OTTIERI

Nasce a Napoli, dove vive e lavora, nel febbraio 1971.
Dal 1990 inizia a farsi conoscere in piccole gallerie ma la prima importante personale risale al 1998 (Palazzo Orsini di Svignano, Avellino). Inizia così a partecipare ad una lunga serie di mostre personali e collettive, fra cui vale la pena ricordare nel 2003 le personali "Suonno" e "Zenzen" a Napoli, "Double" nel 2004 presso le Seterie Angelo Fusco a Milano, varie nel 2006 presso la Galleria Rubin di Milano.
Nel 2007 prende parte a diverse fiere nazionali (Miart, Artefiera) ed internazionali (Art Coulogne, Kunst Zurich).

ANGELO PALAZZINI

Nasce a Casalpusterlengo in provincia di Lodi nel 1953.
Nel 1969 si iscrive ai corsi di grafica pubblicitaria all'Enalc di Milano; in questi anni inizia il suo apprendistato attraversando diverse esperienze espressive. Si dedica dalla metà degli anni ottanta alla rappresentazione del mondo fiabesco, toccando le corde delle sensazioni e delle emozioni umane attraverso l'ironia, da qui l'inizio del faticoso successo confermato da una sigla ben identificabile, e con partecipazioni nel corso degli ultimi venti anni a numerose rassegne nazionali e internazionali.

Partecipazioni negli ultimi vent'anni: Basilica di Pomposa, Museo civico di Chiusa, Palazzo Gotico di Piacenza (nella rassegna dedicata al Surrealismo Padano), "da de Chirico a Foppiani"", Museo Revoltella di Trieste, Palazzo Reale di Milano (con "Arte Italiana dal 1968 al 2007").
Da ultimo la presenza alla recente edizione della Biennale di Venezia.

FEDERICO ROMERO BAYTER

Nato a Bogotà (Colombia) nel 1981, si è laureato con lode all'accademia di Brera di Milano dove vive e lavora.
Arte del disegno, su pregiate carte a mano dove il colore viene sparso dalla pioggia e graffiato dalla china, arte nel dipingere, si fondono e sostengono l'unità del quadro; l'acqua è l'elemento più sentito.
Le sue città: Stoccolma, Venezia, Parigi e l'amatissima Genova.
Viaggi non d'immagini ma per immagini.

WALTER TRECCHI

Nasce a Como nel 1964, si diploma specializzandosi nell'ambito del design per le sete e per i tessuti.
Le sue esperienze professionali iniziano con successo nel campo della moda, collaborando con le firme più prestigiose del panorama internazionale.
Dopo essere stato selezionato per il Premio Arte nel 1998, si dedica completamente alla pittura: nel 2002 è invitato a (S)Paesaggi, mostra curata a Milano da Flavio Arensi, dove l'anno successivo terrà una personale presentato da Emma Gravagnuolo. Nel 2003 partecipa alla collettiva Contemporanea Giovani/1: La memoria dimessa a Como presso l'area A Shed dell'ex-Ticosa, e partecipa all'asta Young Art di Porro & C. presso le Cartiere Vannucci a Milano. A novembre vince il primo premio alla quarta edizione del concorso La Fenice di Venezia. Sempre del 2003 è la mostra The Celebrity Boot Collection: 1973-2003, a Milano presso 10 Corso Como. Nel 2004 viene di nuovo invitato a Young Art, viene selezionato per il Premio Morlotti e partecipa a Il mito della Fenice all'Arsenale di Verona.
Nel 2005 espone nella mostra Città di carta e a Modica, a Palazzo Grimaldi, alla mostra Cioccolato Barocco.

VIRGILIO

Nato nel 1967, vive e lavora tra Sarzana e La Spezia.

È il vincitore del 1° premio curatoriale ad Arte Accessibile Milano 2012.

CHRISTIAN ZUCCONI

Nato nel 1978 a Piacenza, Zucconi intraprende la propria ricerca artistica già dal '90, quando inizia la collaborazione carrarese con il Laboratorio Corsanini. Sono anni in cui lo studio della tecnica e la passione per Michelangelo lo portano a soluzioni estetiche poderose che saranno protagoniste della prima personale organizzata da Piero Molinari all'Università Cattolica di Piacenza nel 1998.
Nel successivo decennio si impegna, oltre che in un'oculata attività espositiva, nella realizzazione di grandi monumenti pubblici.
Summa di questo periodo, la personale del 2007 curata da Alain Toubas e Flavio Arensi nella Pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano, dove in piazza San Magno espone la gigantesca Legione.

Da quel momento la scultura monumentale interessa sempre meno a Zucconi, che vira la propria ricerca verso una scultura più intimista e meditativa basata sull'interpretazione individuale del mito classico, tanto che alla fine del 2007 inventa la tecnica kenoclastica. I risultati di quella "sofferta distruzione, svuotamento e ricostruzione di una scultura (e di se stessi)" vengono presentati da Rudy Chiappini nel 2010 in una "scandalosa" personale nel Museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano.

Dopo Edipo e dopo la Cena in Emmaus di cadaveri esposta alla Biennale di Venezia del 2011, sentendo esaurita la vena mitologica e religiosa, senza più filtri Zucconi spinge profondamente la sua ricerca nelle zone d'ombra dell'uomo contemporaneo. Mentre la sua scultura si fa sempre più "brutale e sporca", inizia una serie di collaborazioni trasversali che lo porteranno dai Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza al Museo dell'Opera del Duomo di Prato per la cura di Luca Beatrice, fino a contaminazioni con la moda (Antonio Mancinelli), la musica, la fotografia e la video arte (Mustafa Sabbagh).